Ci sono sconfitte che fanno più male delle altre. Perché arrivano in un derby, perché interrompono un percorso che sembrava aver preso una direzione precisa, perché maturano contro una diretta concorrente e perché, inevitabilmente, lasciano qualcosa dentro.

Il 2-1 incassato dalla Paganese sul campo della Sarnese è una di queste.

Al Felice Squitieri gli azzurrostellati hanno avuto la forza di reagire allo svantaggio iniziale, trovando con Akammadu il gol dell’1-1 e rimettendo in equilibrio una partita che sembrava essersi complicata dopo il rigore trasformato da Maggio. Poi, però, è arrivato il secondo gol della Sarnese e, questa volta, la reazione non è stata sufficiente per evitare la sconfitta.

Due ko consecutivi, dopo l’ottimo avvio di campionato, non possono essere ignorati. Ma allo stesso tempo sarebbe un errore trasformarli in una sentenza.

La Paganese non è diventata improvvisamente una squadra senza identità. È una squadra che, nelle ultime due giornate, ha pagato a caro prezzo alcuni episodi e qualche errore di troppo. Contro la Gelbison era arrivata una rimonta subita dopo un primo tempo chiuso sul 2-0; a Sarno, invece, gli azzurrostellati hanno avuto la capacità di rimettere in piedi la partita, prima di concedere nuovamente il vantaggio agli avversari.

Ed è proprio questo il punto su cui riflettere.

Una squadra che vuole disputare un campionato da protagonista deve imparare a gestire anche le fasi sporche delle partite, quelle in cui non basta giocare bene, ma serve essere cinici, concentrati e soprattutto capaci di leggere il momento.

La Sarnese, oggi, è davanti. Ha vinto il derby e ha consolidato il primato. La Paganese, invece, deve guardarsi allo specchio e capire cosa non ha funzionato.

Senza processi.

Senza dimenticare quanto di buono è stato fatto nelle prime giornate.

La stagione è ancora lunga e la classifica resta tutta da costruire. Ma proprio perché l’obiettivo è quello di essere protagonisti, questo è il momento in cui bisogna reagire. Non con le parole, ma con il lavoro quotidiano, con maggiore attenzione nei dettagli e con quella personalità che aveva caratterizzato la Paganese nelle prime uscite.

Il derby di Sarno lascia dunque amarezza, ma anche una lezione.

Le grandi squadre non sono quelle che non perdono mai. Sono quelle che, dopo una sconfitta, sanno capire perché hanno perso e trovano immediatamente il modo di ripartire.

Adesso tocca alla Paganese.

Il campionato non aspetta nessuno e la risposta dovrà arrivare sul campo.

Sezione: Editoriale / Data: Lun 05 ottobre 2026 alle 08:00
Autore: Redazione TuttoPaganese
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