Vigilia di Paganese-Gelbison per la formazione rossoblù, attesa domani al Marcello Torre dalla capolista del Girone G. Una sfida particolarmente attesa anche per Massimo Agovino, tecnico della Gelbison ed ex allenatore della Paganese, che ha presentato il match soffermandosi sia sul momento delle due squadre sia sulle questioni emerse negli ultimi giorni nell'ambiente rossoblù.

Il tecnico della Gelbison ha evidenziato innanzitutto le difficoltà della trasferta di Pagani, arrivata immediatamente dopo il confronto con la Sarnese.

«È un'altra partita, un altro match difficile, dove per fare risultato bisogna tirare fuori un'eccellente prestazione», ha spiegato Agovino. L'allenatore rossoblù ha quindi sottolineato il momento particolarmente positivo degli azzurrostellati: «Giochiamo contro una squadra in grandissima salute, che viene da un risultato roboante, l'1-6 a Trastevere».

Un risultato che, secondo Agovino, ha dato ulteriore fiducia alla formazione allenata da Raffaele Novelli: «Ritroviamo una squadra in salute mentale, che sa quello che vuole, gioca, ha un allenatore forte e un pubblico importante. Per uscire indenni dobbiamo tirare fuori la migliore prestazione che possiamo fare».

Agovino ha poi affrontato il tema delle presunte tensioni all'interno della Gelbison, ribadendo che il gruppo sta lavorando con l'obiettivo di lasciarsi alle spalle le ultime difficoltà.

«Ci siamo preparati come sempre. Sono gli altri che magari vogliono destabilizzare qualcosa in casa Gelbison», ha dichiarato il tecnico, facendo riferimento alle interpretazioni date ad alcune sue precedenti dichiarazioni.

Agovino ha quindi chiarito il significato delle sue parole sul rapporto tra giocatori esperti e giovani: «Un allenatore che dice che sono gli over che devono accompagnare le partite agli under li sta responsabilizzando, non sta andando contro nessuno. Qua c'è armonia tra di noi, la squadra l'ho fatta io, perciò sarebbe una sconfitta».

Il tecnico ha spiegato anche la necessità, dopo due sconfitte, di provare a scuotere l'ambiente: «Il dovere di un mister è anche scuotere un po'. Uno viene da due sconfitte e cerca di scuotere l'ambiente. Io penso di avere le spalle larghe».

Non è mancato un passaggio particolarmente significativo sul rapporto tra Agovino e la Paganese. L'allenatore della Gelbison ha voluto rispondere anche alle ricostruzioni circolate nelle ultime ore, rivendicando il legame con l'ambiente azzurrostellato.

«Io la maglia della Paganese l'ho saputa portare, perché sono andato a Pagani forse nell'anno più difficile della Paganese. Amo la gente, amo il popolo, amo la maglia».

Agovino ha quindi aggiunto: «Quella maglia l'ho saputa portare, l'ho fatto con onore». Il tecnico ha contestato alcune ricostruzioni relative alla sua posizione, affermando di aver avuto in settimana un confronto con il presidente della Paganese su argomenti differenti rispetto a quelli riportati da alcune fonti.

«Io col presidente ho parlato di tutt'altro in settimana, ci siamo confrontati ieri», ha precisato Agovino, ribadendo il proprio affetto nei confronti della piazza azzurrostellata: «Sono affezionato agli Azzurrostellati, a quella maglia. Credo di aver fatto cose importanti a Pagani».

Tornando alla Gelbison, Agovino ha spiegato il lavoro svolto durante la settimana dopo le recenti difficoltà.

«Quando si perde, è inutile nascondersi: bisogna ricucire cose, bisogna chiedere cose ai giocatori che magari in quel momento sono in difficoltà mentale». Per il tecnico rossoblù, il primo passo è ritrovare fiducia attraverso il campo: «Le vittorie sono la migliore medicina del mondo».

Ma per Agovino non sarà sufficiente soltanto il risultato. La Gelbison dovrà soprattutto ritrovare una precisa identità di gioco: «Bisogna rivedere la luce con un risultato positivo, ma soprattutto con una prestazione. Perché a noi stanno mancando quelle».

Il tecnico ha ricordato anche la striscia di quattordici risultati consecutivi ottenuta nella passata stagione: «Non perché era sceso qualche santo dal paradiso, ma perché la squadra giocava, c'era una proposta importante e la squadra faceva risultato».

Da qui la necessità di una reazione sul piano dell'atteggiamento: «Bisogna cercare una risposta sul campo attraverso altri atteggiamenti, una squadra più compatta, una squadra che faccia cose diverse da quelle che abbiamo visto nelle ultime settimane».

Agovino ha infine analizzato la situazione del Girone G, indicando le aspettative riposte sulla Paganese e sulla Viterbese.

«La Paganese, come la Sarnese, non si è nascosta. C'è una squadra importante», ha affermato l'allenatore della Gelbison, aggiungendo: «Sappiamo che insieme alla Viterbese sono quelle che alla fine si contendono il titolo».

Una valutazione che rende ancora più significativa la sfida del Marcello Torre, dove la Gelbison proverà a interrompere il momento negativo contro una Paganese reduce dal largo successo di Trastevere.

L'obiettivo indicato da Agovino è soprattutto quello di affrontare la gara con serenità: «Dobbiamo arrivarci sereni per fare una grande prestazione. Conosciamo la difficoltà della partita, ma dobbiamo andarci sereni, non possiamo andarci col magone o con pensieri negativi».

E proprio il concetto di ritrovare se stessi chiude la vigilia del tecnico rossoblù: «L'obiettivo di domani sarà quello di ritrovarsi, per trovare un po' di entusiasmo. Lo so che in questo momento è difficile. Bisogna ritrovare il gioco. E poi alla fine col lavoro se ne viene fuori».

Sezione: L'Avversario / Data: Sab 26 settembre 2026 alle 16:00
Autore: Redazione TuttoPaganese
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