La Paganese non riesce a rialzarsi. La trasferta contro il Città di Anagni, valida per la nona giornata del Girone G di Serie D, si trasforma in un'altra battuta d'arresto per gli azzurrostellati, che dopo la sconfitta di misura rimediata a Venafro incassano un nuovo risultato negativo.

Il momento della formazione di Raffaele Novelli richiede una riflessione complessiva. Non si tratta soltanto di archiviare una domenica negativa, ma di individuare le ragioni di una flessione che rischia di compromettere il percorso costruito nella prima parte della stagione.

Paganese, il problema è la continuità

Il successo per 3-0 contro il Budoni aveva restituito fiducia all'ambiente, alimentando le aspettative dopo un avvio di campionato caratterizzato anche da risultati importanti, come il largo successo sul campo del Trastevere. Le successive sconfitte contro Venafro e Anagni, però, hanno riportato in primo piano le difficoltà della squadra.

A preoccupare è soprattutto l'incapacità di dare seguito alle prestazioni positive. La Paganese ha dimostrato di possedere qualità offensive e individualità capaci di fare la differenza, ma deve trovare maggiore continuità nell'arco dei novanta minuti.

Il rendimento altalenante impone di lavorare sull'approccio alle partite, sulla gestione dei momenti di difficoltà e sulla capacità di reagire agli episodi sfavorevoli. In un girone competitivo, perdere punti consecutivamente significa complicare la rincorsa alle prime posizioni.

Centrocampo e fase difensiva sotto osservazione

Tra gli aspetti da approfondire c'è l'equilibrio tra i reparti. Le difficoltà emerse nelle ultime uscite hanno riacceso il dibattito sulla tenuta della squadra, in particolare nella zona nevralgica del campo.

Il centrocampo deve garantire maggiore protezione alla difesa, ma anche assicurare un collegamento efficace con il reparto offensivo. Quando questo equilibrio viene meno, la squadra rischia di allungarsi, concedere spazi agli avversari e perdere incisività nella costruzione della manovra.

Anche la fase difensiva necessita di maggiore attenzione. La Paganese deve limitare gli errori individuali e migliorare la gestione delle situazioni potenzialmente pericolose, evitando di compromettere le partite attraverso episodi che finiscono per condizionare il risultato.

Novelli chiamato a trovare le soluzioni

Il momento coinvolge inevitabilmente anche Raffaele Novelli. L'allenatore è chiamato a individuare gli accorgimenti tattici e le soluzioni tecniche necessari per restituire certezze al gruppo.

Sarà importante valutare le condizioni dei singoli, le scelte di formazione e l'eventuale necessità di modificare l'assetto per garantire maggiore equilibrio. La questione non riguarda soltanto gli interpreti, ma anche la capacità collettiva di mantenere intensità, concentrazione e organizzazione per tutta la gara.

Non è il momento di cercare un unico responsabile, quanto piuttosto di comprendere perché una squadra capace di segnare sei reti sul campo del Trastevere e tre contro il Budoni stia incontrando difficoltà nel dare continuità ai propri risultati.

Paganese, adesso serve una reazione

Il campionato è ancora lungo e il margine per recuperare terreno non manca. Tuttavia, la sconfitta di Anagni rappresenta un campanello d'allarme che non può essere ignorato.

La Paganese ha bisogno di ritrovare compattezza, concretezza sotto porta e quella solidità necessaria per affrontare le avversarie senza concedere troppo. Il prossimo appuntamento contro l'Ossese, in programma al Marcello Torre il 1° novembre, offrirà agli azzurrostellati l'occasione per provare a interrompere la serie negativa.

La risposta dovrà arrivare dal campo, attraverso una prestazione capace di restituire fiducia all'ambiente e certezze alla squadra.

La Paganese è chiamata a cambiare passo: la stagione resta aperta, ma per continuare a coltivare ambizioni importanti serve una reazione immediata.

Sezione: Varie / Data: Dom 25 ottobre 2026 alle 20:00
Autore: Redazione TuttoPaganese
vedi letture