C'è un pareggio che lascia più interrogativi che punti. Quello maturato contro l'Ossese, al Marcello Torre, racconta una Paganese incapace ancora una volta di dare continuità alle proprie ambizioni e, soprattutto, di trasformare le occasioni in risultati. L'1-1 finale, con il gol di Bonfiglio dopo appena quattro minuti e il pareggio di Idda all'81', è la fotografia di una squadra che continua a smarrirsi nei momenti decisivi.

Eppure, la partita sembrava essersi messa sui binari giusti. Il vantaggio immediato, le opportunità per raddoppiare e quel clamoroso tap-in fallito da Akammadu a inizio ripresa avevano lasciato intravedere la possibilità di ritrovare una vittoria che al Torre mancava da troppo tempo. Ma nel calcio gli episodi pesano e la Paganese, ancora una volta, li ha pagati a caro prezzo.

Il pareggio sardo ha fatto emergere fragilità che non possono più essere considerate soltanto occasionali. A preoccupare, oltre al risultato, è stata soprattutto la mancata reazione dopo il gol subito. Una squadra che vuole recitare un ruolo da protagonista non può permettersi di spegnersi proprio quando sarebbe necessario ritrovare carattere e lucidità.

La contestazione della Curva Nord, con i tifosi che al triplice fischio hanno voltato le spalle alla squadra, rappresenta il segnale più evidente di una frattura tra aspettative e rendimento. La delusione del pubblico è comprensibile: Pagani si aspettava una stagione diversa, soprattutto nell'anno del centenario.

Adesso anche il futuro di Novelli è inevitabilmente sotto osservazione. Le valutazioni della società, attese nelle prossime ore, potrebbero aprire nuovi scenari. Ma il problema della Paganese non può essere ricondotto esclusivamente alla posizione dell'allenatore: occorre interrogarsi sull'intero percorso compiuto finora e sulle responsabilità di una squadra che fatica a trovare identità e continuità.

Dopo dieci giornate gli azzurrostellati sono ottavi con 14 punti. Una posizione che non compromette ancora nulla, ma che impone un cambio di passo immediato. Domenica prossima, sul campo del Sarrabus Ogliastra, servirà una risposta concreta.

Il centenario non può essere soltanto una ricorrenza da celebrare con una maglia speciale o con iniziative suggestive. Deve diventare uno stimolo, una responsabilità e soprattutto un motivo in più per onorare una storia lunga cento anni.

Perché questa piazza non chiede promesse, ma risposte. E soprattutto vuole tornare a riconoscersi nella propria Paganese.

Sezione: Editoriale / Data: Lun 02 novembre 2026 alle 08:00
Autore: Redazione TuttoPaganese
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