Il 6-1 di Roma ha lasciato inevitabilmente il segno. Una vittoria larga, spettacolare, costruita con una Paganese capace di indirizzare la partita già nei primi minuti e di trasformare la trasferta sul campo del Trastevere in una delle domeniche più significative di questo avvio di stagione.

Ma proprio adesso arriva il momento più delicato.

Non perché ci siano motivi per ridimensionare quanto fatto finora, tutt'altro. La Paganese ha raccolto tre vittorie e un pareggio nelle prime quattro giornate, è ancora imbattuta e ha dimostrato di possedere qualità, personalità e capacità di leggere le partite. Il punto, semmai, è un altro: trasformare un ottimo avvio in qualcosa di più concreto richiede continuità.

E la continuità passa anche dalla capacità di archiviare rapidamente una vittoria come quella ottenuta al Trastevere Stadium.

Domenica 27 settembre, alle 15, al Marcello Torre arriverà la Gelbison. Una sfida che, per storia, territorio e caratteristiche delle due squadre, porta con sé un significato particolare, ma che soprattutto rappresenterà un altro esame per la formazione di mister Novelli.

La classifica non deve distrarre

La classifica, in questo momento, racconta una situazione interessante: la Paganese guarda tutti dall'alto con 10 punti, mentre la Gelbison è ferma a 5 dopo quattro giornate. Nell'ultimo turno i rossoblù hanno infatti incassato una sconfitta per 3-1 sul campo della Sarnese.

Ma sarebbe un errore leggere questa differenza di punti come una fotografia definitiva dei valori in campo.

Anzi, proprio una squadra reduce da una sconfitta può presentarsi al Torre con motivazioni ancora maggiori. La Gelbison avrà bisogno di reagire e la Paganese dovrà essere pronta a una partita probabilmente diversa da quella di Roma. Se contro il Trastevere gli azzurrostellati hanno trovato immediatamente gli spazi e il modo di indirizzare la gara, domenica potrebbero trovarsi di fronte un avversario più prudente, attento e determinato a non concedere campo.

È qui che dovrà emergere la maturità della capolista.

Essere primi dopo quattro giornate è un dato importante, ma non rappresenta ancora un traguardo. È una fotografia momentanea di un campionato che ha appena iniziato a delineare i propri equilibri. Dietro Paganese e Sarnese ci sono squadre a stretto contatto e il Girone G ha già dimostrato di poter cambiare volto da una domenica all'altra.

Per questo la sfida alla Gelbison può essere considerata una partita ancora più importante di quanto suggerisca la classifica.

Non necessariamente perché valga più delle altre, ma perché arriva dopo una prestazione che ha inevitabilmente acceso entusiasmo intorno alla squadra. E gestire l'entusiasmo è parte integrante del percorso di una formazione che vuole recitare un ruolo da protagonista.

La Paganese dovrà quindi portare in campo la stessa fame mostrata a Roma, senza però pretendere che ogni partita possa trasformarsi in una goleada. Il campionato non funziona così. Ci saranno gare sporche, momenti difficili, avversari capaci di chiudere gli spazi e partite nelle quali servirà pazienza per trovare l'episodio giusto.

Il valore di una squadra, in fondo, si misura anche nella capacità di vincere quando non tutto gira alla perfezione.

Da mercoledì a domenica ci sono ancora diversi giorni di lavoro. Saranno giorni utili a Novelli e al suo staff per preparare nei dettagli una sfida che può regalare un'altra conferma, ma che soprattutto chiederà alla Paganese di dimostrare di aver compreso una regola semplice quanto fondamentale: il passato può alimentare fiducia, ma non porta punti nella partita successiva.

Il 6-1 di Trastevere appartiene già all'album dei ricordi di questa stagione.

Adesso c'è la Gelbison.

E al Marcello Torre, davanti al proprio pubblico, la Paganese avrà l'opportunità di dimostrare che la goleada di Roma non è stata soltanto

Sezione: Editoriale / Data: Mer 23 settembre 2026 alle 08:00
Autore: Redazione TuttoPaganese
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