Dodici anni complessivi di carcere per tre tifosi, due della Paganese e uno della Casertana, coinvolti negli scontri del 22 gennaio 2023 che trasformarono le strade di Pagani in uno scenario di guerriglia urbana. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dai legali dei tre imputati, rendendo definitive le rispettive condanne e chiudendo sul piano giudiziario la vicenda.

I fatti rappresentano una delle pagine più gravi della storia recente del calcio campano e nazionale, con episodi di violenza che provocarono feriti, ingenti danni materiali e l'incendio di un autobus sul quale viaggiavano i sostenitori rossoblù.

Gli scontri del 22 gennaio 2023 a Pagani

Gli episodi risalgono al pomeriggio del 22 gennaio 2023, in occasione della gara valida per la ventesima giornata del campionato di Serie D tra Paganese e Casertana. Nei pressi dello stadio Marcello Torre, all'incrocio tra via Ugo Foscolo, nel territorio di Sant'Egidio del Monte Albino, e via Sorvello, a Pagani, le due tifoserie entrarono in contatto dando vita a violenti scontri.

Le strade si trasformarono in un teatro di violenza, con lanci di oggetti, bastoni, inseguimenti e aggressioni. Nel corso dei disordini rimase ferito anche un carabiniere, mentre il bilancio complessivo fu di cinque persone ferite.

L'episodio più grave fu l'incendio dell'autobus sul quale viaggiavano i tifosi della Casertana, rimasti illesi. Le fiamme raggiunsero anche il primo piano di un edificio vicino, provocando danni strutturali a un appartamento.

Le indagini e gli arresti

Le forze dell'ordine riuscirono a identificare nove ultras, sette appartenenti alla tifoseria della Paganese e due a quella della Casertana, procedendo al loro arresto in flagranza differita. Alcuni dei soggetti individuati erano già destinatari di provvedimenti di Daspo. Tra gli arrestati figurava anche un minorenne, successivamente collocato in una comunità.

L'inchiesta coinvolse complessivamente venti imputati, chiamati a rispondere, secondo le rispettive contestazioni, di reati connessi agli scontri, tra cui lesioni, rissa e incendio.

Dalle condanne in primo grado alla decisione della Cassazione

Il procedimento giudiziario aveva già prodotto condanne nei precedenti gradi di giudizio. In primo grado, dodici imputati avevano patteggiato, mentre altri otto erano stati giudicati con rito abbreviato, con pene arrivate fino a cinque anni di reclusione.

In Appello erano state pronunciate cinque condanne, alcune delle quali definite attraverso accordi sulla pena, con sanzioni comprese tra quattro e tre anni.

L'ultimo passaggio davanti alla Suprema Corte ha riguardato i ricorsi presentati da tre imputati: due tifosi della Paganese e uno della Casertana. La dichiarazione di inammissibilità dei ricorsi ha determinato il consolidamento definitivo delle rispettive condanne, per un totale di dodici anni di carcere.

La vicenda giudiziaria si chiude così con un esito definitivo per i tre ricorrenti, mentre resta il peso di una giornata che ha segnato profondamente il calcio campano, andando ben oltre il risultato sportivo e trasformando una partita di Serie D in uno degli episodi più drammatici legati alla rivalità tra le due tifoserie.

Sezione: Varie / Data: Mar 13 ottobre 2026 alle 12:00
Autore: Redazione TuttoPaganese
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