Ci sono stagioni che iniziano con una sensazione difficile da spiegare, perché ancora non hanno raccontato abbastanza per consentire giudizi definitivi, ma hanno già lasciato intravedere qualcosa. È il caso della Paganese, protagonista di un avvio di campionato che ha riportato entusiasmo intorno alla squadra e riacceso il rapporto tra la città, la tifoseria e il Marcello Torre. Il 6-1 di Trastevere appartiene già all'archivio del campionato. È un risultato importante, certamente, ma soprattutto è una fotografia di una squadra che a Roma ha trovato spazi, gol e convinzione, regalando una domenica particolare ai circa duecento sostenitori azzurrostellati presenti allo stadio. Non serve, però, trasformare ogni risultato in una sentenza sul futuro. Il calcio, soprattutto in Serie D, vive di settimane, partite, episodi e momenti. E forse il modo migliore per accompagnare questa Paganese è proprio quello di godersi il percorso senza avere la necessità di attribuire un significato definitivo a ogni novanta minuti.

La sensazione più interessante delle prime giornate non riguarda soltanto la posizione in classifica o il numero dei gol realizzati. È la progressiva definizione di un gruppo nel quale diversi calciatori hanno già trovato il modo di lasciare il proprio segno. La Paganese ha mandato in gol diversi interpreti e, nella gara di Roma, ha prodotto una prestazione offensiva capace di coinvolgere più protagonisti. È un elemento che racconta una squadra nella quale le soluzioni non sembrano dipendere necessariamente da un solo calciatore. Anche questo fa parte della costruzione di una stagione. Le gerarchie possono cambiare, alcuni giocatori possono diventare protagonisti in momenti differenti e altri possono trovare progressivamente spazio. Il campionato è sufficientemente lungo per permettere a tutti di incidere.

Adesso il calendario porta la Gelbison al Marcello Torre. Una partita che arriva nel momento in cui l'ambiente azzurrostellato sta vivendo una fase di entusiasmo e che rappresenta, prima ancora che un appuntamento da interpretare attraverso la classifica, una nuova occasione per vedere all'opera la squadra di Raffaele Novelli. Il confronto con la formazione guidata da Massimo Agovino aggiunge anche un interessante duello tra due allenatori con esperienze differenti ma entrambi profondamente legati al calcio delle categorie nazionali. Il resto lo dirà il campo.

Forse è proprio questo il momento di evitare di correre troppo avanti con i pensieri. Il campionato è appena iniziato. Ci saranno giornate esaltanti e altre più complicate, prestazioni convincenti e partite nelle quali servirà soffrire. È la normalità di una stagione lunga e non lineare. La Paganese ha già regalato ai propri tifosi alcune immagini significative: il Torre tornato a respirare calcio, le trasferte vissute con passione, i gol, l'entusiasmo e una squadra che sta costruendo la propria identità. Non occorre chiedere al calendario di anticipare ciò che ancora deve accadere. C'è una partita da giocare, una maglia da sostenere e un'altra domenica azzurrostellata da vivere. Il resto, come sempre, arriverà con il tempo.

Sezione: Editoriale / Data: Gio 24 settembre 2026 alle 08:00
Autore: Redazione TuttoPaganese
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