La Paganese inaugura il campionato con una vittoria per 2-1 sull’Unipomezia e mister Raffaele Novelli analizza nel post gara una prestazione che ha visto gli azzurrostellati dominare per larghi tratti, soprattutto nella prima frazione.

Novelli parte dall’analisi della gara e sottolinea la superiorità mostrata dalla Paganese: «Per me è stata una vittoria meritatissima perché la Paganese ha giocato una grande partita». Il tecnico riconosce però un calo nel finale, quando l’Unipomezia ha avuto l’opportunità di riaprire la gara.
Il caldo ha inciso sulla capacità di mantenere per tutta la partita gli stessi ritmi: «Mantenere quell’intensità per 96-97 minuti con il caldo che fa è molto più dura». Novelli, tuttavia, chiede alla squadra di crescere nella gestione dei momenti della partita.
Il tecnico azzurrostellato dedica parole positive anche all’Unipomezia, formazione che ha mantenuto gran parte dell’organico della passata stagione e che propone un gioco molto aggressivo, uomo contro uomo. «Se non muovi la palla velocemente questa squadra non ti fa giocare», spiega Novelli, evidenziando la capacità della Paganese di attaccare gli spazi e sfruttare la linea alta degli avversari.
Novelli difende i giocatori subentrati nella ripresa, dopo alcune osservazioni sulla loro prestazione: «Per me chi è subentrato ha fatto bene». In particolare, il tecnico sottolinea il lavoro di D’Incoronato, capace di attaccare la profondità sia a destra sia a sinistra e di lavorare sui braccetti difensivi avversari. Anche Lagzir viene promosso dal tecnico, che invita comunque ad attendere una migliore condizione fisica dei giocatori.

Uno dei temi principali della conferenza è la poca concretezza sotto porta. Novelli non nasconde il rammarico per le numerose occasioni create: «Abbiamo avuto quattro-cinque palle gol nette, siamo arrivati tre contro uno, due contro il portiere». Il problema, dunque, non è la capacità della squadra di arrivare alla conclusione, ma la necessità di trasformare in gol le occasioni costruite. «Bisogna far gol, concretizzare», ribadisce il tecnico.
Novelli individua nel lavoro quotidiano la soluzione per migliorare la fase realizzativa. «L’unica strada che conosco è il rettangolo di gioco: lavorare di più per creare quelle condizioni di andare dentro a far gol».
Il tecnico evidenzia anche alcuni errori commessi nelle ripartenze: in diverse circostanze la Paganese avrebbe potuto concludere l’azione, ma un passaggio di troppo ha permesso agli avversari di ripartire.
Novelli respinge l’idea che il calo finale sia stato determinato da un atteggiamento di sufficienza. «Di sottovalutare non sono d’accordo, non è stata una questione di sottovalutare», chiarisce. Secondo il tecnico, quando una squadra crea tante occasioni senza riuscire a chiudere la partita può subentrare inconsciamente un calo di attenzione: «Devi capire che l’altra strada è solo continuare, non arrendersi e non mentalmente abbattersi».

Inevitabile il riferimento ad Akammadu, autore del gol del 2-0 e già a segno anche in Coppa Italia. Novelli preferisce però non isolare il singolo: «Io non vedo solo Akammadu, ma vedo la squadra». L’attaccante, secondo il tecnico, è il finalizzatore di un lavoro collettivo: «Lui non è altro che finalizza un lavoro di squadra».
Novelli affronta poi il tema delle temperature elevate e dell’orario pomeridiano. Il tecnico è netto: «Quando ci sono queste situazioni bisogna giocare di sera».
La motivazione principale è legata alla tutela della salute dei calciatori: «Prima di tutti gli aspetti è a tutela della salute». Novelli auspica quindi una maggiore attenzione nella programmazione delle gare durante le giornate caratterizzate da temperature particolarmente elevate.

Sul nuovo organico, Novelli spiega che l’obiettivo è stato mantenere il maggior numero possibile di giocatori della passata stagione, integrandoli con elementi scelti per caratteristiche tecniche e umane. «Una cosa è chiara: non c’è nessuno dentro di noi che da solo può cambiare la partita», sottolinea il tecnico. La forza dovrà quindi essere quella del gruppo, con ogni giocatore chiamato a lavorare in funzione dei compagni.

In chiusura, Novelli dedica un passaggio particolarmente significativo ai 100 anni della Paganese: «Fare i 100 anni a Pagani deve essere un orgoglio per noi, una fortuna». Il tecnico ricorda tutti coloro che hanno contribuito alla storia del club e lancia un messaggio alla squadra: «Non possiamo essere mai stanchi, non possiamo essere mai senza fame, senza ambizione». Un invito a custodire e difendere una storia centenaria attraverso serietà, lavoro e senso di appartenenza.

Sezione: Varie / Data: Dom 06 settembre 2026 alle 20:00
Autore: Redazione TuttoPaganese
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