Ci siamo. Il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli e domenica il pallone tornerà finalmente a rotolare per la classifica. La Serie D 2026/27 è pronta a partire e per la Paganese sarà una stagione particolare, forse irripetibile per il significato che porta con sé: quella del Centenario.

Ma proprio perché la storia impone rispetto, non può diventare un alibi. Al contrario, deve rappresentare una spinta ulteriore per guardare avanti e provare a costruire qualcosa di importante.

Il Girone G si presenta come un raggruppamento tutt'altro che semplice. Paganese, Gelbison e Trastevere vengono indicate tra le formazioni maggiormente accreditate per la corsa al vertice, mentre alle loro spalle non mancano squadre capaci di inserirsi nella lotta per le posizioni che contano. Il campionato, composto da 18 squadre e 34 giornate, sarà inevitabilmente una maratona nella quale continuità, profondità della rosa e capacità di gestire i momenti difficili faranno la differenza.

E proprio qui si inserisce la Paganese.

La società ha lavorato per mantenere una parte importante dell'ossatura della squadra e, contemporaneamente, intervenire nei reparti nei quali era necessario alzare ulteriormente il livello qualitativo. Il lavoro del direttore sportivo Antonio Bocchetti ha portato conferme importanti e nuovi innesti, con l'obiettivo evidente di costruire una formazione competitiva. Tra gli arrivi spiccano Basanisi e l'attaccante Akammadu, reduce da una stagione da protagonista, oltre al ritorno di Mathew Coquin.

Non servono proclami, dunque. Ma nemmeno falsa modestia.

La Paganese ha il dovere di porsi tra le squadre che vogliono stare davanti. Non significa avere già vinto, né tantomeno sottovalutare le avversarie. Significa semplicemente riconoscere il valore di una rosa costruita con ambizione e di una piazza che, soprattutto nell'anno del Centenario, merita di tornare a confrontarsi per obiettivi importanti.

Il primo appuntamento, però, sarà tutt'altro che una formalità.

Domenica al Marcello Torre arriverà l'UniPomezia, formazione che ha già mostrato segnali interessanti nelle prime uscite ufficiali e che ha superato il primo turno di Coppa Italia contro il Trastevere. Organizzazione, intensità e qualità nelle ripartenze sono alcune delle caratteristiche emerse dalla squadra laziale.

Per la Paganese sarà quindi subito un test significativo.

La prima giornata non può fornire sentenze, ma può regalare indicazioni. Soprattutto può far capire quanto la squadra sia pronta a trasformare le ambizioni estive in fatti concreti.

E poi ci sarà il Torre.

Dopo la festa del Centenario, dopo le celebrazioni e le emozioni di questi giorni, sarà nuovamente il campo a parlare. La prevendita per Paganese-UniPomezia è già partita e l'auspicio è che il debutto possa essere accompagnato da una cornice di pubblico importante.

Perché se la Paganese vuole davvero puntare in alto, avrà bisogno anche della sua gente.

Il campionato sarà lungo, ci saranno giornate difficili, trasferte complicate, infortuni, squalifiche e momenti nei quali servirà pazienza. È inevitabile. La differenza, però, potrebbe nascere proprio dalla capacità di rimanere uniti quando le cose non andranno secondo programma.

Oggi, alla vigilia del campionato, le premesse sembrano esserci tutte.

Una rosa competitiva, una società che ha mostrato ambizione, un tecnico chiamato a dare identità alla squadra e una piazza che ha appena celebrato cento anni di storia.

Adesso bisogna trasformare tutto questo in calcio.

La Paganese non è chiamata semplicemente a partecipare. È chiamata a provarci.

Senza proclami, senza pressioni inutili, ma con la consapevolezza che questa stagione può rappresentare una grande occasione.

Il Centenario ha già consegnato alla Paganese una pagina di storia.

Ora tocca alla squadra scrivere quella successiva.

E domenica, alle 15, al Marcello Torre, si comincia.

Sezione: Editoriale / Data: Ven 04 settembre 2026 alle 08:00
Autore: Redazione TuttoPaganese
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