Il calcio cambia ancora. Dal 1° luglio 2026 sono entrate ufficialmente in vigore le modifiche alle Regole del Gioco deliberate dall’IFAB (International Football Association Board), con l’obiettivo principale di ridurre le perdite di tempo e rendere il gioco più continuo e dinamico. Le nuove disposizioni sono state recepite dall’AIA con la Circolare n. 1 del 16 luglio 2026 e, fatta eccezione per gli aspetti legati alle tecnologie non disponibili in tutti i campionati, trovano applicazione anche nelle competizioni organizzate dalla LND, compresa la Serie D.
Le modifiche sono state approvate in occasione della 140ª Assemblea Generale Annuale dell’IFAB, svoltasi a Hensol, in Galles, il 28 febbraio 2026, e successivamente integrate dall’Assemblea Straordinaria di Vancouver del 28 aprile.
Il filo conduttore delle nuove norme è chiaro: meno interruzioni, meno perdite di tempo e maggiore continuità del gioco.
Ecco le principali novità che arbitri, calciatori, allenatori e tifosi dovranno conoscere a partire dalla stagione 2026/27.
Sostituzioni: il calciatore avrà 10 secondi per uscire
Una delle novità più importanti riguarda le sostituzioni.
Il calciatore sostituito dovrà lasciare il terreno di gioco entro 10 secondi dall'esposizione del tabellone luminoso o dal segnale dell'arbitro.
In caso di più sostituzioni effettuate nella stessa interruzione, il conteggio dei 10 secondi partirà dall'indicazione dell'ultima sostituzione.
La nuova disposizione introduce anche una conseguenza concreta per chi perde tempo.
Se il calciatore non abbandona il terreno di gioco entro i 10 secondi, senza che vi siano motivi legati alla sicurezza o un infortunio grave, il subentrante potrà entrare soltanto alla prima interruzione utile successiva al trascorrere di almeno un minuto di gioco effettivo dalla ripresa della gara.
Sarà l'arbitro a cronometrare il minuto.
L'ammonizione non sarà automatica: il cartellino giallo potrà essere utilizzato soltanto nel caso in cui il calciatore sostituito o quello subentrante ritardi eccessivamente la ripresa del gioco.
Infortuni: un minuto fuori dal campo
Anche la gestione degli infortuni cambia.
Quando un calciatore diverso dal portiere necessita di assistenza o valutazione medica sul terreno di gioco, oppure provoca l'interruzione della gara a causa di un infortunio, dovrà uscire dal terreno di gioco e rimanere fuori per un minuto intero di gioco effettivo a partire dalla ripresa.
La norma prevede tuttavia importanti eccezioni.
Il periodo di attesa non si applicherà, tra gli altri casi, quando:
l'infortunato è il portiere;
si verifica uno scontro tra portiere e calciatore;
si verifica uno scontro tra calciatori della stessa squadra;
l'infortunio è grave;
l'infortunio è provocato da un fallo dell'avversario che comporta un'ammonizione o un'espulsione.
In queste situazioni sarà quindi possibile completare le cure direttamente sul terreno di gioco senza dover attendere un minuto prima del rientro.
Rimesse laterali e calci di rinvio: arriva il conto alla rovescia
Particolare attenzione è stata riservata anche alle riprese di gioco.
Quando una squadra ritarda deliberatamente l'esecuzione di una rimessa laterale o di un calcio di rinvio, l'arbitro potrà effettuare un vero e proprio conto alla rovescia di cinque secondi.
Il direttore di gara segnalerà il countdown sollevando il braccio e mostrando progressivamente le dita, potendo eventualmente accompagnare il gesto con il conteggio vocale.
Le conseguenze cambiano a seconda della ripresa.
In caso di rimessa laterale ritardata, la rimessa sarà invertita e assegnata alla squadra avversaria.
In caso di calcio di rinvio ritardato, invece, sarà assegnato un calcio d'angolo alla squadra avversaria.
Il cartellino giallo non sarà automatico e verrà utilizzato soltanto in presenza di un ritardo eccessivo oppure di un comportamento ostruzionistico reiterato dopo il cambio della decisione.
Vantaggio anche sulle riprese di gioco irregolari
Un'altra importante modifica riguarda il principio del vantaggio.
L'arbitro potrà concedere il vantaggio non soltanto dopo un'infrazione, ma anche quando una ripresa di gioco viene eseguita in maniera irregolare, purché il pallone sia entrato in gioco e la squadra avversaria ne abbia acquisito il possesso in una situazione favorevole.
Se il vantaggio non si concretizza rapidamente, l'arbitro potrà interrompere il gioco e far ripetere la ripresa.
Cambia anche una disposizione relativa al DOGSO, ovvero la negazione di una chiara occasione da rete.
Se un calciatore commette un'infrazione da DOGSO, ma l'arbitro concede il vantaggio e la squadra attaccante riesce comunque a segnare, il calciatore responsabile dell'infrazione non sarà più sanzionato disciplinarmente, né con il cartellino giallo né con quello rosso.
Una modifica destinata ad avere un impatto significativo sulle decisioni arbitrali.
Mano per impedire un gol: niente più giallo se il tentativo fallisce
Novità anche per le infrazioni di mano commesse nel tentativo di impedire una rete.
Il calciatore che prova a fermare la segnatura di un gol utilizzando mani o braccia, ma non riesce nell'intento, non sarà più automaticamente ammonito.
Cambia inoltre la valutazione delle situazioni di DOGSO.
Nel determinare se un attaccante dispone di una chiara occasione da rete, l'arbitro dovrà considerare non soltanto numero e posizione dei difendenti, ma anche il numero e la posizione degli eventuali attaccanti che accompagnano l'azione.
L'obiettivo è rendere più completa la valutazione dell'effettiva possibilità di segnare.
Calci di rigore: attenzione al doppio tocco
Una delle modifiche più curiose riguarda i calci di rigore.
Può capitare che il rigorista tocchi accidentalmente il pallone con entrambi i piedi contemporaneamente oppure che il pallone tocchi immediatamente dopo la battuta il piede o la gamba d'appoggio.
Da questa stagione la conseguenza dipenderà dall'esito del tiro.
Se il pallone entra in porta, il calcio di rigore dovrà essere ripetuto.
Se invece il pallone non entra in porta:
durante la gara, sarà assegnato un calcio di punizione indiretto alla squadra difendente;
durante una serie di tiri di rigore, il tiro sarà considerato non realizzato.
Una precisazione destinata a evitare interpretazioni differenti nelle situazioni di doppio tocco accidentale.
Perché cambiano le regole del calcio?
Le modifiche introdotte dall'IFAB seguono una direzione precisa: tutelare il tempo effettivo di gioco e contrastare i comportamenti che determinano interruzioni o ritardi non necessari.
Sostituzioni più rapide, gestione più rigorosa degli infortuni, countdown per le riprese di gioco e nuove conseguenze per alcuni comportamenti sono tutti interventi accomunati dallo stesso obiettivo.
Il calcio vuole essere sempre più fluido.
E le nuove regole entreranno immediatamente nella quotidianità di arbitri e calciatori.
Anche nei campionati della Lega Nazionale Dilettanti, dunque, dalla Serie D alle altre competizioni interessate, queste disposizioni saranno parte integrante del gioco a partire dalla stagione 2026/27, con le sole eccezioni relative agli strumenti tecnologici non previsti nei singoli campionati.
Per calciatori e allenatori sarà quindi fondamentale adattarsi rapidamente alle nuove disposizioni. Per gli arbitri, invece, la sfida sarà quella di applicare le nuove regole con uniformità, mantenendo equilibrio e continuità nella gestione delle gare.
Il calcio del 2026 cambia ancora. E dalla stagione 2026/27 anche pochi secondi possono fare la differenza.
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