Ci sono momenti nei quali fare il giornalista diventa qualcosa di più che raccontare ciò che accade.

Ci sono momenti nei quali senti di avere il privilegio, e insieme la responsabilità, di fermare il tempo attraverso le parole.

Questa notte è stata una di quelle.

Questa sera Pagani ha vissuto una pagina che resterà nella memoria di chi c'era. La Marcia Centenaria, le strade della città attraversate dall'entusiasmo dei tifosi, i colori azzurrostellati, i cori, le emozioni e poi la presentazione della squadra. Una lunga festa popolare che ha avuto come protagonista assoluta una società che da cento anni rappresenta una parte importante dell'identità di questa città.

Guardando quelle immagini, ascoltando quei cori, osservando bambini, ragazzi, adulti e anziani condividere la stessa passione, è stato impossibile non pensare a quante generazioni siano passate attraverso questa maglia.

Padri che hanno trasmesso ai figli un amore. Non sempre facile, non sempre fatto di vittorie, ma autentico.

Perché tifare Paganese non significa soltanto esultare quando si vince.

Significa esserci.

Sempre.

Ed è proprio questo che questa sera abbiamo visto: una comunità stretta attorno alla propria squadra nel giorno in cui quella squadra celebra i suoi primi cento anni di storia.

Un secolo.

Cent'anni di Paganese non possono essere racchiusi in una fotografia, in un risultato o in una celebrazione. Sono dentro i ricordi di chi ha riempito gli spalti del vecchio Marcello Torre, nelle trasferte, nelle domeniche di pioggia, nelle promozioni festeggiate e nelle sconfitte che hanno fatto male. Sono nei racconti tramandati da una generazione all'altra.

E questa sera, per qualche ora, tutte quelle storie sembravano camminare insieme per le strade di Pagani.

Poi è arrivato il momento della squadra.

I calciatori, lo staff, la società: il presente che prende il testimone dal passato.

Da domani comincerà un'altra storia. Quella del campionato, delle partite, dei punti da conquistare e degli obiettivi da inseguire. Sarà il campo, come sempre, a dare i suoi verdetti.

Ma una cosa è già accaduta.

Il Centenario è cominciato nel modo più bello possibile: con la gente.

E permetteteci, in questa notte così particolare, una considerazione personale.

TuttoPaganese torna a raccontare la Paganese proprio nell'anno del Centenario.

Non potevamo scegliere momento migliore.

Raccontare questa squadra significa raccontare una città, la sua gente, le sue emozioni, le sue tradizioni e quella passione che, nonostante tutto, continua a resistere al tempo.

Il nostro compito sarà quello di esserci. Di raccontare le partite, naturalmente, ma anche tutto ciò che ruota attorno a questa maglia. Le vittorie e le sconfitte, i protagonisti e i tifosi, le grandi emozioni e anche le giornate più difficili.

Con professionalità, passione e rispetto per una storia che merita di essere raccontata.

Perché TuttoPaganese non vuole soltanto parlare della Paganese. Vuole raccontare il mondo azzurrostellato.

E questa sera quel mondo ci ha ricordato, ancora una volta, quanto sia grande.

Ho guardato Pagani colorarsi di azzurro e ho pensato che cento anni sono un traguardo straordinario, ma anche un nuovo punto di partenza.

La storia non si celebra soltanto.

La storia si continua.

E adesso tocca a tutti noi scrivere il prossimo capitolo.

Alla società, alla squadra, ai tifosi, alla città.

A chi c'è sempre stato.

A chi è tornato.

A chi ci sarà domani.

E anche a chi, questa sera, magari ha scoperto per la prima volta cosa significhi essere parte di qualcosa che dura da un secolo.

Buon Centenario, Paganese.

Da questa notte, il tuo secondo secolo è ufficialmente cominciato.

E noi saremo qui a raccontarlo.

Forza Paganese. Sempre.

Sezione: Editoriale / Data: Mer 02 settembre 2026 alle 08:00
Autore: Redazione TuttoPaganese
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