Ci sono vittorie che valgono tre punti. E poi ci sono vittorie che, oltre ai tre punti, raccontano qualcosa. Il 2-1 rifilato all’UniPomezia al “Marcello Torre” appartiene alla seconda categoria. Perché per la Paganese il debutto in campionato non rappresentava soltanto l’inizio di una nuova stagione, ma il primo vero appuntamento con le aspettative, le ambizioni e il peso di un Centenario da vivere con responsabilità.

La squadra di Raffaele Novelli ha risposto presente. Non è stata una partita perfetta, e probabilmente sarebbe sbagliato cercarla alla prima giornata. Ma è stata una partita vera, giocata con personalità e, soprattutto, con la capacità di indirizzare il risultato nei momenti giusti.

Il gol di Pierdomenico ha sbloccato una gara nella quale l’UniPomezia aveva già fatto intravedere le proprie qualità. Quello di Akammadu, invece, ha dato alla Paganese la possibilità di andare all’intervallo con un doppio vantaggio e con la sensazione di avere la partita nelle proprie mani. Una rete, quella dell’attaccante, tutt’altro che casuale: il frutto di un'idea preparata durante la settimana e trasformata in campo.

Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più interessanti emersi al “Torre”. La Paganese sembra avere idee. Novelli chiede una squadra capace di giocare, di muovere rapidamente il pallone e di attaccare gli spazi. Non sempre tutto è riuscito, ma la direzione è sembrata chiara.

Poi, come spesso accade, la partita ha raccontato anche l'altra faccia della medaglia. Le occasioni per chiuderla definitivamente non sono mancate. Quattro, cinque palle gol importanti, alcune delle quali costruite in situazioni di evidente superiorità numerica. Non averle concretizzate ha inevitabilmente lasciato in vita l'UniPomezia, che nel finale ha trovato con Osorio il gol che ha riaperto una partita che la Paganese avrebbe potuto e dovuto mettere in cassaforte prima.

È qui che arriva la prima lezione della stagione: le partite vanno chiuse. Perché in Serie D basta un episodio, una disattenzione o un calo di concentrazione per trasformare una gara apparentemente indirizzata in una battaglia fino all'ultimo secondo.

Ma sarebbe ingeneroso soffermarsi soltanto sul brivido finale. La Paganese ha vinto meritatamente, come sottolineato dallo stesso Novelli, e lo ha fatto contro un avversario tutt'altro che semplice. L'UniPomezia ha dimostrato di avere qualità e organizzazione, soprattutto considerando il blocco importante confermato dalla passata stagione.

E allora il 2-1 di ieri va letto per quello che è: un buon punto di partenza.

Akammadu ha confermato anche in campionato di avere il fiuto del gol, dopo la rete già realizzata in Coppa Italia. Pierdomenico ha trovato il primo centro ufficiale in campionato. Ma soprattutto la Paganese ha dimostrato di avere una struttura sulla quale lavorare.

Novelli, però, lo ha detto chiaramente: non esistono giocatori capaci di vincere le partite da soli. Esiste una squadra. Ed è proprio questa la parola sulla quale costruire la stagione.

Perché il Centenario non può essere soltanto una ricorrenza da celebrare. Deve diventare una responsabilità, un motivo in più per pretendere da se stessi qualcosa di importante. Lo ha ricordato lo stesso allenatore: fare cento anni a Pagani deve essere un orgoglio e una fortuna.

E allora, dopo la prima giornata, il messaggio è semplice: la Paganese c'è. Ha tre punti in classifica, qualche certezza in più e diversi aspetti ancora da migliorare. La strada è appena iniziata e domenica prossima porterà gli azzurrostellati a Sassari, sul campo del Latte Dolce.

Lì arriverà un altro test. Più avanti ne arriveranno tanti altri.

Per adesso, però, lasciamoci godere una vittoria che, al di là della classifica, restituisce alla Paganese il gusto più bello del calcio: quello di iniziare una nuova avventura con un sorriso.

Sezione: Editoriale / Data: Lun 07 settembre 2026 alle 08:00
Autore: Redazione TuttoPaganese
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